Un libro nato dall’esperienza sul campo e che all’esperienza ritorna: il saggio Non è la solita storia. Riprendi in mano la tua trama. Storytelling biblico si presenta come uno strumento di lavoro atteso da chi opera quotidianamente in parrocchia e in oratorio. Il volume, pubblicato dall’Editrice Queriniana, arricchisce la collana Guide per la prassi ecclesiale come numero 42 ed è impreziosito dalla prefazione di Andrea Turchini, Assistente Generale AGESCI.
Lorenzo Voltolin (classe 1975) insegna presso la Facoltà Teologica del Triveneto. Il suo percorso unisce solide basi accademiche a una vasta e pratica esperienza educativa: in passato ha ricoperto l’incarico di dirigente scolastico, e nei suoi studi affronta lo statuto veritativo dei media digitali, l’intelligenza artificiale e le complesse questioni legate all’epistemologia. Autore prolifico, ha già brillato nel panorama saggistico teologico con opere di alto spessore come L’algoritmo dell’anima. Corpo, coscienza e trascendenza nella rivoluzione digitale (sempre per i tipi di Queriniana). In questo nuovo volume egli unisce l’indagine esegetica a una spiccata competenza pedagogica e pastorale.
In decenni in cui la pastorale ha spesso trattato le Scritture come un freddo manuale di dogmatica o un serbatoio di moralismi a buon mercato, col rischio di renderle astratte e noiose, l’esegesi moderna ha vissuto una vera e propria “svolta narrativa”. L’autore si inserisce in questo profondo risveglio ermeneutico che ha smesso di frammentare il testo e ne ha recuperato la straordinaria coerenza estetica, riconoscendo un dato antropologico fondamentale: l’essere umano non si innamora di concetti astratti, ma vive, respira e si trasforma unicamente attraverso le storie.
Il saggio non è il frutto speculativo di un lavoro a tavolino, ma rappresenta il raccolto maturo di un’esperienza educativa e pastorale viva. Le sue pagine sono state concepite nel “grembo vivente” del Centro di Spiritualità Scout “Giulia Spinello”, situato nell’antica Abbazia di Carceri in provincia di Padova. In questo luogo, un’équipe di educatori e educatrici ha incontrato negli anni centinaia di giovani, sperimentando attivamente sul campo la potenza trasformativa della narrazione e dell’immedesimazione profonda nei testi biblici.
L’opera si articola in due movimenti distinti ma profondamente interconnessi. La prima parte esplora la “sala macchine” del racconto biblico, poggiando sulla teoresi filosofica di Paul Ricœur sull’identità narrativa e avvalendosi degli strumenti della Narrative criticism per analizzare la complessa “regia” testuale con cui gli agiografi gestiscono i tempi e le relazioni. La tesi di fondo rivendica la necessità vitale di rimettere in gioco il corpo come “luogo teologico” dell’annuncio. La seconda parte traduce questa impalcatura teorica in un vero e proprio laboratorio esperienziale: grandi icone bibliche – dal dramma della competizione narcisistica di Caino allo smarrimento in Galilea – diventano specchi per l’umano contemporaneo attraverso percorsi operativi completi di schede, psicomotricità, esercizi di composizione ignaziana e azioni teatrali.
Lontano dall’essere un mero ricettario di proposte “precotte” per riempire il tempo, il testo si costituisce come un rigoroso e ricco strumento di formazione per le équipe di educatori. L’edizione è arricchita da un intermezzo cruciale intitolato la “Cassetta degli attrezzi”, che richiama l’operatore pastorale all’ascolto silenzioso e al primato della preghiera, veri artigiani dell’annuncio. Un libro imperdibile che invita il lettore a non subire passivamente il copione rassegnato che offre il mondo, ma a riprendere coraggiosamente in mano la propria trama vitale, per innestarla, finalmente, in quella immensa e gloriosa di Dio.

