{"id":3366,"date":"2022-06-21T12:28:29","date_gmt":"2022-06-21T10:28:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.issrdipadova.it\/?p=3366"},"modified":"2022-06-21T12:29:54","modified_gmt":"2022-06-21T10:29:54","slug":"teologia-e-scienze-religiose-quale-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.issrdipadova.it\/?p=3366","title":{"rendered":"Teologia e scienze religiose: quale futuro?"},"content":{"rendered":"<p>La specificit\u00e0 delle scienze religiose in rapporto alla teologia e in dialogo con l\u2019universit\u00e0: \u00e8 il tema affrontato dal collegio plenario dei docenti della Facolt\u00e0 teologica del Triveneto, che si \u00e8 tenuto il 9 giugno 2022 a Vicenza, con un centinaio di partecipanti ospitati dall\u2019Istituto superiore di Scienze religiose \u201cMons. A. Onisto\u201d. Un tema di rilevanza istituzionale e teologica, introdotto e guidato dal preside don Andrea Toniolo e sviluppato da cinque interventi.<\/p>\n<h5>Una realt\u00e0 magmatica<\/h5>\n<p><strong>Gaudenzio Zambon<\/strong>, segretario generale della Facolt\u00e0 e docente all\u2019Issr di Padova, ha proposto una Breve ricognizione storico-genetica degli Istituti superiori di Scienze religiose, a partire dall\u2019Istituto di Scienze religiose (Isr) della Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana, il primo, nato nel 1966 come risposta della Compagnia di Ges\u00f9 alle esigenze di promozione del laicato maschile e femminile e del suo pieno inserimento nelle universit\u00e0 ecclesiastiche romane. \u00abLa fisionomia degli Issr si sviluppa come una realt\u00e0 magmatica con tratti caotici e di confusione, in un continuo movimento di ricerca di consolidamento\u00bb ha affermato Zambon.<br \/>\nL\u2019elemento imprescindibile per una maturit\u00e0 cristiana e per un laicato adulto \u00e8 la capacit\u00e0 di leggere e interpretare la storia alla luce della Rivelazione. La questione pi\u00f9 rilevante \u00e8 quella dell\u2019oggetto formale e\/o dello statuto epistemologico, definito dalla Congregazione per l\u2019educazione cattolica come \u201cconoscenza degli elementi principali della teologia e dei suoi necessari presupposti filosofici e complementari delle scienze umane\u201d. A questo proposito, ha osservato Zambon, pu\u00f2 essere utile ripensare la prospettiva offerta dalla Gregoriana sull\u2019Isr \u00abche vede nella \u201creligione\u201d il suo oggetto formale pensato come fenomeno religioso alla luce della Rivelazione in un contesto multi e inter-disciplinare, in dialogo con altre religioni. Da ci\u00f2 derivano un adeguato metodo, uno specifico modo di insegnare e un piano di studi articolato tra discipline fondamentali cosiddette di confine (come la teologia fondamentale, la fenomenologia storico-comparata della religione e la filosofia della religione, l\u2019epistemologia e la sociologia della conoscenza) e le altre scienze della religione (la storia delle religioni, la psicologia della religione, la sociologia della religione)\u00bb. Infine, Zambon ha messo in evidenza come \u00abl\u2019ampia gamma di finalit\u00e0 del percorso di scienze religiose, per un verso attento alle esigenze culturali attuali e per un altro alle necessit\u00e0 pastorali, lo orienta verso la divulgazione piuttosto che verso la ricerca\u00bb.<img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-19112 alignright\" src=\"https:\/\/www.fttr.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/collegio-docenti-2022-Vicenza-3-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/p>\n<h5>Abitare il tempo<\/h5>\n<p>La specificit\u00e0 delle scienze religiose in rapporto alla teologia \u00e8 stata trattata da\u00a0<strong>Alberto Cozzi<\/strong>, docente alla Facolt\u00e0 teologica dell\u2019Italia settentrionale e direttore dell\u2019Issr di Milano. \u00abIl rapporto tra teologia e scienze religiose \u2013 ha chiarito \u2013 mette in campo la questione della soggettivit\u00e0 che si costituisce nell\u2019esperienza religiosa, il problema di quale competenza plasmare per corrispondere adeguatamente all\u2019oggetto di studio e quindi la finalit\u00e0 propria delle nostre istituzioni accademiche e infine la spendibilit\u00e0 sociale ovvero il riconoscimento pubblico di tale competenza. Il luogo di sintesi o composizione, pi\u00f9 o meno armonica, non pare essere il mondo universitario piuttosto che l\u2019iniziativa delle nostre istituzioni accademiche oppure lo spazio culturale del dibattito pubblico presi a s\u00e9 stanti e autonomamente, quanto piuttosto la loro articolazione nel rimando a un\u2019esperienza specifica dell\u2019umano e quindi a una soggettivit\u00e0 (religiosa o credente), capace di esibire la legittimit\u00e0 del suo modo di abitare il mondo\u00bb. Il terreno d\u2019incontro, dunque, sarebbe \u2013 pi\u00f9 che una disciplina, che presupporrebbe un oggetto definito o delimitato \u2013 un campo di ricerca, da percorrere in una logica trans-disciplinare o, meglio, \u00ab\u201din-disciplinare\u201d, basato su quei fenomeni condivisi o trasversali che sfuggono alle competenze disciplinari e chiedono una ricerca a pi\u00f9 voci ovvero un\u2019intelligenza multilaterale sull\u2019umano\u00bb. L\u2019impressione, fa notare Cozzi, \u00e8 che \u00abla competenza teologica, cos\u00ec com\u2019\u00e8, non offra strumenti adatti ad affrontare le sfide in cui la nostra vita oggi mette in campo il religioso o lo spirituale: ad esempio, nell\u2019accompagnamento spirituale nel mondo della cura; nel fronteggiare fenomeni sociali conflittuali forti come nei casi di integralismo religioso instillato nelle carceri o in comunit\u00e0 di recupero; nell\u2019elaborazione del lutto in casi drammatici; nell\u2019interpretazione di apparizioni o visioni o altri fenomeni pi\u00f9 o meno mistici; nell\u2019affrontare fenomeni di magia o stregoneria o esperienze del \u201cdemoniaco\u201d; di fronte a casi di crisi di senso con rifiuto ateistico del religioso. Immaginare, a partire dalla sua spendibilit\u00e0 nello spazio pubblico di oggi, quale competenza plasmare con lo studio della teologia e delle scienze delle religioni, potrebbe aiutare a chiarire il contributo delle scienze religiose al lavoro teologico\u00bb. In questa logica, l\u2019Issr di Milano ha scelto di spostare l\u2019asse del discorso teologico sull\u2019antropologico, con l\u2019obiettivo di offrire coordinate per leggere l\u2019esperienza religiosa. \u00abSi cerca cos\u00ec \u2013 ha concluso Cozzi \u2013 di rileggere il fenomeno religioso, emerso dallo studio della tradizione cristiana e confrontato con altre ermeneutiche dell\u2019esperienza religiosa, in relazione all\u2019umano e a ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 in gioco, cos\u00ec da farne percepire la pertinenza antropologica\u00bb.<\/p>\n<h5>La proposta dell\u2019Ati: percorso unico con due indirizzi<\/h5>\n<p>L\u2019Associazione teologica italiana ha presentato il primo dicembre 2021 una piattaforma di lavoro per un ripensamento integrato degli studi teologici in Italia, che \u00e8 stata illustrata da\u00a0<strong>Leonardo Paris<\/strong>, membro del direttivo e docente all\u2019Issr di Trento. \u00abAbbiamo avvertito l\u2019urgenza, oltre che la necessit\u00e0, \u2013 spiega \u2013 di fare un primo passo e siamo partiti dal presupposto che il doppio binario (percorso teologico e percorso di scienze religiose separati) sarebbe da superare, anche in vista di un possibile dialogo con l\u2019universit\u00e0 statale. Per questo sono stati ripensati i primi cinque anni di studio secondo la logica del 3+2 (laurea + laurea magistrale), con un poderoso triennio teologico comune e bienni con indirizzi differenziati: uno sistematico e uno didattico. La scelta \u2013 necessaria \u2013 \u00e8 stata fatta in favore della teologia, con spazio alla filosofia e alla dimensione scientifico-religiosa, per favorire la comprensione della realt\u00e0 in cui viviamo\u00bb. Una proposta che va in direzione della semplificazione \u00abcon lo scopo di fornire sensatezza, riconoscibilit\u00e0 e utilit\u00e0 per i destinatari dei nostri percorsi e che, se sar\u00e0 sostenuta dalle Facolt\u00e0 teologiche, avr\u00e0 pi\u00f9 forza per essere presa in considerazione dai soggetti competenti\u00bb ha concluso Paris.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-19116 alignright\" src=\"https:\/\/www.fttr.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/collegio-docenti-2022-Vicenza-2-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/p>\n<h5>Le scienze delle religioni nell\u2019Universit\u00e0<\/h5>\n<p>All\u2019interno dell\u2019Universit\u00e0 statale \u00e8 istituto il corso di laurea magistrale in Scienze delle religioni, che fa capo agli atenei di Padova e di Ca\u2019 Foscari e che \u00e8 stato illustrato da\u00a0<strong>Chiara Cremonesi<\/strong>, docente di storia delle religioni. \u00abSi tratta di un percorso laico di studi, con un approccio storico, filologico, linguistico e filosofico alle diverse tradizioni religiose e spirituali, delle quali si riconosce il valore culturale e storico \u2013 ha spiegato \u2013. L\u2019approccio comparativo e interdisciplinare permette di dare agli studenti gli strumenti teorico-metodologici per indagare la complessit\u00e0 dei fatti religiosi e per formarsi un pensiero critico\u00bb. L\u2019ambito comparativo \u00e8 molto ampio, si estende dall\u2019Egitto antico all\u2019India contemporanea, attraversando diacronicamente la storia globale. L\u2019offerta didattica comprende: Teorie e metodi applicati allo studio storico delle tradizioni religiose; Antropologia delle religioni e etnologia; Studio dei contesti in cui operano mito, rito, pensiero filosofico e teologico; Religioni del mondo classico, vicino e medio oriente antico, dell\u2019India, della Cina e del Giappone, le tradizioni monoteistiche (ebraismo, cristianesimo islam) e le forme di sciamanesimo e di magia, nel passato e nel presente; Fonti antiche, classiche e medievali la loro interpretazione ripresa in ambito moderno e contemporaneo; Approfondimenti storici, filosofici, filologici, linguistici e letterari; Indagini a cavallo tra saperi antichi e attualit\u00e0: salute medicina, scienze, esoterismo, ecologia, politica.<\/p>\n<h5>La\u00a0<em>Religionsp\u00e4dagogik<\/em>\u00a0nel mondo germanofono<\/h5>\n<p>Infine, un confronto con la\u00a0<em>Religionsp\u00e4dagogik<\/em>\u00a0(pedagogia della religione o didattica della religione) \u00e8 stato proposto da\u00a0<strong>Alexander Notdurfter<\/strong>, preside dello Studio teologico accademico di Bressanone. Il termine nasce nel mondo protestante, alla fine del XIX secolo, in sostituzione della parola \u201ccatechesi\u201d, a indicare la riflessione sull\u2019educazione, la formazione, lo sviluppo e la socializzazione religiosa in ambito scolastico, ecclesiale e nella societ\u00e0. \u00abL\u2019assunto centrale alla base della\u00a0<em>Religionsp\u00e4dagogik<\/em>\u00a0\u00e8, ovviamente, che la religione e quindi anche la fede cristiana possano essere trasmesse attraverso processi formativi \u2013 ha spiegato \u2013. Poich\u00e9 l\u2019istruzione \u00e8 un diritto fondamentale dell\u2019essere umano, indipendentemente dall\u2019et\u00e0, la prassi della didattica religiosa e la\u00a0<em>Religionsp\u00e4dagogik<\/em>\u00a0come riflessione su tale prassi non si limita all\u2019infanzia e all\u2019adolescenza ma si occupa sempre pi\u00f9 anche di questioni legate ai processi formativi in ambito ecclesiale con gli adulti e gli anziani\u00bb. Fra le aree di riferimento Notdurfter ha citato luoghi di apprendimento quali l\u2019educazione in famiglia, le liturgie per i bambini, la preparazione ai sacramenti, l\u2019insegnamento della religione, ma anche le scuole di gestione ecclesiastica la formazione religiosa nei gruppi non ecclesiali, nelle associazioni e nei progetti della societ\u00e0 civile; non ultimi, i mezzi di comunicazione\u00bb. La\u00a0<em>Religionsp\u00e4dagogik<\/em>\u00a0si studia nelle facolt\u00e0 teologiche, sia come materia sia come indirizzo che porta a un titolo e prepara alla professione di insegnante.<br \/>\nNei paesi di lingua tedesca, e in parte anche nella diocesi di Bolzano-Bressanone, la\u00a0<em>Religionsp\u00e4dagogik<\/em>\u00a0\u00e8 chiamata ad alcune sfide, evidenziate da Notdurfter. Innanzitutto l\u2019insegnamento della religione, su cui, ad esempio ad Amburgo, c\u2019\u00e8 il progetto che venga offerto nelle classi da rappresentanti di diverse confessioni e religioni a rotazione e richieder\u00e0 quindi un curriculum pi\u00f9 interreligioso. In secondo luogo, il nuovo insegnamento \u2013 un misto di lezioni di etica e di formazione interreligiosa \u2013 che si introdurr\u00e0 in provincia di Bolzano per gli alunni che chiedono di essere esonerati dall\u2019insegnamento della religione cattolica. Altro ambito \u00e8 la formazione religiosa in generale e la trasmissione di contenuti cristiani, senza dimenticare l\u2019ambiente dei nuovi media, che avranno un impatto sempre pi\u00f9 forte anche sulla comunicazione religiosa. \u00abSfide \u2013 ha concluso Notdurfter \u2013 che possono diventare ponti e rampe di lancio\u00bb.<\/p>\n<p>Paola Zampieri<\/p>\n<div class=\"share-to-whatsapp-wrapper\">\n<p><a class=\"whatsapp-button whatsapp-share\" data-text=\"Teologia e scienze religiose: quale futuro?\" data-link=\"https:\/\/www.fttr.it\/teologia-e-scienze-religiose-quale-futuro\/\">WhatsApp<\/a><\/p>\n<div class=\"clear \"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La specificit\u00e0 delle scienze religiose in rapporto alla teologia e in dialogo con l\u2019universit\u00e0: \u00e8 la questione affrontata dal collegio plenario dei docenti della Facolt\u00e0. 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